Mostre
Ottobre
2018
Aprile
2019
Ottobre
2019
Settembre
2020
Settembre
2020
Aprile
2021

Living Le Corbusier

Le Corbusier 50, Valeria Parisi, Italia 2015, 50'
Le Corbusier 50, Valeria Parisi, Italia 2015, 50'
Grandma and Le Corbusier, Marjolaine Normier, France 2017, 58′
Grandma and Le Corbusier, Marjolaine Normier, France 2017, 58′
Chez Le Corbusier/A casa di Le Corbusier, Olivier Lemaire, France 2018, 33’
Chez Le Corbusier/A casa di Le Corbusier, Olivier Lemaire, France 2018, 33’
Une Ville à Chandigarh, Alain Tanner, Switzerland 1966, 50’
Une Ville à Chandigarh, Alain Tanner, Switzerland 1966, 50’
L’esprit Le Corbusier, Gilles Coudert, France 2018, 52’
L’esprit Le Corbusier, Gilles Coudert, France 2018, 52’
Le Corbusier [|||||] Asger Jorn [Relief], Heinz Emigholz, Germany, Denmark 2015, 29 min
Le Corbusier [|||||] Asger Jorn [Relief], Heinz Emigholz, Germany, Denmark 2015, 29 min

Teatro dell'architettura

Data d'inizio:

Data di fine:

L’Accademia di architettura dell’Università della Svizzera italiana, in collaborazione con MDFF-Milano Design Film Festival, promuove la rassegna “Living Le Corbusier”, una selezione di filmati realizzati tra il 1966 e il 2019 da registi francesi, italiani, svizzeri e tedeschi dedicati all’opera del rinomato architetto svizzero e che potranno essere visionati dal 19 settembre 2020 – 24 gennaio 2021 nella Galleria al secondo piano del Teatro dell’architettura Mendrisio.

La rassegna è intesa come un momento di approfondimento con il mezzo filmico di alcune delle opere iconiche di Le Corbusier, dalla Villa Savoye all’Unité d’Habitation di Marsiglia, dalla fondazione della città di Chandigarh al quartiere di Firminy-Vert fino alla famosa chaise longue LC4. Grazie all’incontro tra le discipline del cinema e dell’architettura, in cui la pratica filmica interviene come strumento per condensare spazio e tempo in una finzione visiva che trasmette le qualità emozionali dei luoghi in tutte le loro componenti materiali e immateriali, i sei filmati si caratterizzano per i diversi approcci, da quello più tradizionalmente documentale a quelli con un’intenzione “fiction”, fino all’esperimento di videoarte di Heinz Emigholz, importante autore che è stato per alcuni anni il punto di riferimento del workshop “Filmare l’architettura” dell’Accademia di architettura a Mendrisio.

 

Grandma and Le Corbusier

di Marjolaine Normier

Francia, 2017

durata: 58′

lingua: francese con sottotitoli in inglese

 

Le precise indicazioni delle misure, la decisa scelta dei colori, la millimetrica ricercatezza nell’uso funzionale dello spazio e degli arredi, insomma tutto il vademecum dell’abitabilità secondo Le Corbusier, torna utile alla nonna della regista, alle prese con la ricostruzione del proprio appartamento all’indomani del suo incendio. Dove? Nell’Unité d’Habitation di Marsiglia. Uno fra i complessi condominiali modernisti più studiati e visitati della storia dell’architettura, e sicuramente uno dei più noti e discussi. La simpatica anziana signora si ritrova con l’equipe di esperti e con la troupe a ridisegnare i suoi sessant’anni vissuti lì, intrecciando la sua quotidianità e le sue memorie con gli standard visionari di un ingombrante architetto del passato.

 

Chez Le Corbusier/A casa di Le Corbusier

di Olivier Lemaire

Francia, 2018

durata: 33′

lingua: francese con sottotitoli in italiano

 

Nel 1934 Le Corbusier lasciò il suo appartamento di rue Jacob a Parigi per trasferirsi negli ultimi due piani dell'Immeuble Molitor al 24 di rue Nungesser-et-Coli, nel quartiere di Boulogne. Questo appartamento duplex, che Le Corbusier ha progettato con soluzioni architettoniche rivoluzionarie, costituisce la matrice di tutto il suo lavoro, ed è lo spazio creativo dove ha vissuto fino alla sua morte nel 1965 e dove sperimenterà le sue riflessioni sull’architettura. In occasione del restauro dell'appartamento e del suo atelier, questo film si propone di esplorare il lavoro di Le Corbusier per capirne più a fondo il contributo artistico, il suo talento. Il racconto intreccia sequenze girate sul sito e documenti d'archivio, che mostrano i diversi elementi costitutivi dell'appartamento e le diverse fasi della sua costruzione. Affiancano quelle sequenze, le interviste dei migliori esperti restauratori che sono intervenuti direttamente sull'edificio. Il documentario è stato realizzato con il supporto di Cassina, che ha contribuito anche al restauro degli interni e degli arredi di questo esempio iconico di architettura d'interni.

 

Une Ville à Chandigarh

di Alain Tanner

Svizzera, 1966

durata: 52’

lingua: francese con sottotitoli in inglese

 

Il regista, Alain Tanner, e l’architetto, Charles-Édouard Jeanneret-Gris al secolo Le Corbusier, hanno in comune non solo i natali svizzeri, ma una progettualità di indagine che fluttua costantemente fra realismo, realtà contemporanea e utopia. Al centro del documentario una città, la città simbolo della libertà e dell’identità nazionale: Chandigarh, alle pendici dell’Himalaya. Uno spazio vuoto destinato a divenire abitato, come capitale di una nuova nazione unita: l’India, nel 1947. Un’occasione più che unica per un architetto. Un argomento appassionante per un regista. Tanner gira l’ormai celebre documentario un anno dopo la morte di Le Corbusier, quando la città non era ancora completata. E questo basta a restituire il senso di un’impresa straordinaria.

 

Le Corbusier [|||||] Asger Jorn [Relief]

di Heinz Emigholz

Germania – Danimarca, 2015

durata: 29’

 

Le Corbusier [IIIII] Asger Jorn [Relief] confronta Villa Savoye, costruita da Le Corbusier nel 1931, e Grand Relief di Asger Jorn, che il pittore e scultore danese produsse nel 1959 per il Århus Statsgymnasium. Il film stabilisce dei nessi tra ciò che non appartiene al loro insieme, almeno non secondo le disposizioni ideologiche dei loro creatori.

 

L’esprit Le Corbusier

di Gilles Coudert

Francia, 2019

durata: 52’

lingua: francese con sottotitoli in inglese

 

È un rapporto alla pari. Il racconto di Le Corbusier è inesauribile, perché inesauribile è il rapporto che le sue opere stabiliscono con ognuna delle persone che vi entra in contatto. È successo anche al regista Gilles Coudert, che è cresciuto nel celebre quartiere realizzato alla metà degli anni Sessanta a Firminy, in Francia a pochi chilometri da Saint-Etienne. La sua Maison de La Culture è stata classificata Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco, insieme ad altri 16 siti progettati dall’architetto svizzero, in giro per l’Europa, in Argentina, Giappone e India. Una ricognizione ragionata e commentata, fra gli altri, da Marco Barani, Ora Ito, Dominique Perrault e Kenzo Tange. Da lì a Marsiglia, all’Unité d’Habitation e fino al famoso Cabanon di Roquebrune visti con gli occhi di oggi assieme a materiale d’archivio.

 

Le Corbusier 50. Storia di incontri che hanno rivoluzionato il design

di Valeria Parisi

Italia, 2015

durata: 50’

lingua: italiano

 

Nel 1965 moriva Le Corbusier, il Leonardo da Vinci del XX secolo. Malgrado la frequentazione e l’amore per l’Italia il maestro del modernismo non è mai riuscito a realizzarvi nessuno dei suoi progetti. Nel 1964 affida però a Cassina il diritto per la riedizione dei mobili pensati con Charlotte Perriand e Pierre Jeanneret: divenuti vere e proprie icone del design, basti ricordare LC2, le fauteuil Grand Confort o la LC4, la famosa chaise longue, uno tra i mobili più imitati al mondo. Il documentario racconta i diversi contesti in cui essi hanno preso forma, dal Salon d’Autumn del 1929 alla presentazione della collezione LC di Cassina nella Milano degli anni ‘60. Una narrazione che visita i luoghi di Le Corbusier e che propone un confronto con i protagonisti di oggi con foto e riprese d’archivio, fra cui anche quelle realizzate dallo stesso Le Corbusier, messe a disposizione dalla omonima Fondazione di Parigi.